«So che sta mettendo il naso fra le mie cose. Lasci perdere. Non c'e niente di interessante». Con queste parole in un messaggio di posta elettronica, Alessandro Proto si era presentato al giornalista del Sole 24 Ore. Ma si sbagliava. Le "cose" di Proto si sono ora rivelate molto interessanti. A partire dalla sua straordinaria parabola professionale. Aveva iniziato il 2010 da illustre sconosciuto e lo aveva finito come capo di una cordata di investitori privati che si diceva pronta a rilevare il 10% della Tod's. Nel 2011 aveva annunciato il suo ingresso in Fiat, Mediaset, UniCredit, sempre per conto di misteriosi investitori. Nel 2012 aveva poi preso di mira il salotto buono della borghesia milanese, la Rcs, casa editrice del Corriere della Sera. Il 2013 è andato meno bene. Giovedì scorso è finito a San Vittore.