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Carolina, i farmaci e la tenda ipossica

Si legge nell’avviso di conclusion delle indagini preliminari: “Che il motivo della permanenza in febbraio a Oberstdorf, in Baviera dove dimora e si allena la fidanzata Carolina KOSTNER, fosse quello di assumere più tranquillamente l’eritropoietina sembra confermarlo anche questa ulteriore precisazione data dalla KOSTENER: “ho notato la presenza di farmaci non di mia proprietà nel frigorifero per la prima volta a fine febbraio 2012".

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Carolina e le consulenze dei medici sospetti

Si legge nell’avviso di conclusion delle indagini preliminari: “All’aprile/maggio 2008 risale l’inizio della relazione di SCHWAZER con la pattinatrice Carolina KOSTNER… Il 30 settembre 2008, SCHWAZER scrive al professor CONCONI, accennando ad una telefonata fatta in precedenza e gli manda, per un parere, i valori ematici di un'atleta di sua conoscenza, ribadendogli il desiderio di incontrarlo quanto prima a Ferrara insieme a Sandro DAMILANO. Il 2 ottobre 2008 il professore risponde ad Alex SCHWAZER che gli ha chiesto un parere sui valori ematici di un'atleta ventunenne di sua conoscenza.

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Carolina Kostner e la bugia agli ispettori della WADA

Si legge nell’avviso di conclusion delle indagini preliminari: “Il Team Olimpico WADA–CIO operativo a Londra ha disposto un secondo controllo a sorpresa su SCHWAZER Alex (…) che dichiarerà nell’interrogatorio: “Ha suonato, la Carolina è andata giù e io ho detto: ‘Questo può essere solo l’antidoping, non è possibile’, e io gli ho detto: ‘No, digli che non ci sono, sono a casa’...”.
Questa circostanza è stata quindi ammessa sin dall’inizio da SCHWAZER, e sicuramente costituisce una macchia nel comportamento sportivo di KOSTNER.

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002484054 Carolina Kostner (AP)

Galvan e Lalli in cima alla lista compilata dalla Procura di Bolzano

Le regole anti-doping internazionali prevedono che se per tre volte nel giro di 18 mesi un atleta non viene trovato dove aveva dichiarato di essere in un test a sorpresa fuori competizione (missed test) è sottoposto automaticamente a una squalifica per 2 anni, così come quelli che non notificano i propri spostamenti - o whereabouts.

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In dubbio anche la vittoria olimpica di Schwazer nel 2008

L'avviso di conclusione delle indagini preliminari della Procura di Bolzano solleva molti dubbi sulla medagia d'oro vinta a Pechino da Schwazer: “La serie dei dati raccolti dalla IAAF induce a sospettare che SCHWAZER Alex, già durante la preparazione per i Giochi Olimpici di Pechino 2008 (e forse ancor prima), sia stato sottoposto a trattamenti farmacologici o a manipolazioni fisiologiche capaci di innalzare considerevolmente i suoi valori ematici”.

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002484036 Alex Schwazer dopo la vittoria alle Olimpiadi di Pechino, 22 agosto 2008 (AP)

Galvan e Lalli in cima alla lista compilata dalla Procura di Bolzano

Le regole anti-doping internazionali prevedono che se per tre volte nel giro di 18 mesi un atleta non viene trovato dove aveva dichiarato di essere in un test a sorpresa fuori competizione (missed test) è sottoposto automaticamente a una squalifica per 2 anni, così come quelli che non notificano i propri spostamenti - o whereabouts.

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L'altoatesino e l'autovelox

«Posso giurare che non ho fatto niente di proibito… ti ho dato la mia parola e non ti deluderò. Sono altoatesino, non sono napoletano». Così si esprimeva Alex Schwazer in una email al medico della Fidal Pierluigi Fiorella. Era il 28 giugno 2012. Due giorni dopo, un test a sorpresa della Wada, l’agenzia mondiale antidoping, avrebbe rivelato la sua positività all’assunzione dell’Epo.

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Il giudice con la coscienza a posto

Nelle migliaia di pagine degli atti che raccolgono i risultati di due anni di indagini dei Ros di Trento e dei Nas di Firenze e Trento si parla anche su un membro di una categoria a cui nessuno aveva finora fatto riferimento, quella dei giudici.

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002484069 Nicola Maggio accredito Olimpiadi di Londra

Dalle intercettazioni emergono rabbia, accuse e sospetti potenzialmente esplosivi

Rita Bottiglieri, la dirigente della Fidal iscritta nel registro degli indagati della Procura di Bolzano nell’ambito dell’inchiesta sul “doping di Stato” non ha mai rilasciato dichiarazioni. Ma dalla lettura dei testi delle sue telefonate intercettate dopo le perquisizioni del suo appartamento, oltre al suo pensiero, emergono anche sospetti estremamente controversi.

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