In primis serve a vincere, ma il doping serve soprattutto a fare soldi. Molti soldi. In due decenni di attività come ciclista professionista, grazie alle sponsorizzazioni, Lance Armstrong ha accumulato un patrimonio stimato attorno ai 125 milioni di dollari. Adesso che ha finalmente deciso di ammettere di essersi dopato per anni, ci si potrebbe aspettare che Nike e gli altri suoi sponsor pretendano la restituzione di quei soldi. Ma è improbabile. Il motivo palese è che hanno tutti avuto un ottimo ritorno economico-commerciale. Ma c'è anche un'altra ragione: tra gli sponsor non c'è mai voglia di approfondire troppo la questione del doping. Un'inchiesta del Sole 24 Ore, pubblicata oggi anche dal New York Times, spiega che la diffusione del fenomeno non è attribuibile solo ad atleti, allenatori, medici o direttori sportivi, ma anche a chi alimenta l'ingranaggio con i propri soldi - gli sponsor.