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Ma la Banca d'Italia dov'era?

Che Banca Popolare di Vicenza spingesse i clienti ad acquistare azioni dell’istituto stesso offrendo mutui a tassi agevolati per somme anche superiori a quelle poi investite nei titoli è cosa ormai nota. Così come sono note le pressioni affinché comprassero titoli fatte ai clienti bisognosi di fidi.

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Gianfranco Pavan, il consigliere di BPVi, cognato di Zonin, che se l'è cavata alla grande

Quella della Popolare di Vicenza è una grande tragedia. Soprattutto lo è per i quasi 120mila soci rimasti oggi con un pugno di mosche. Ma c’è anche a chi è andata alla grande. Ci riferiamo alle sette persone fisiche e due giuridiche che nel 2015 detenevano pacchetti azionari della Banca Popolare di Vicenza superiori agli 8mila titoli e che sono riuscite a venderli quando l’azione valeva ancora 62,50 euro. Tra loro spicca un nome. Quello di Gianfranco Pavan, ex consigliere della banca vicentina e cognato del suo patron storico, Gianni Zonin.

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Zonin, la fiducia e la tutela dei risparmatori

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Sorato e Zonin non rispondono a chi vuole sapere quanti azionisti vogliono vendere


Come ha detto?

Schiaffo ai soci, pacca sulle spalle a personale e amministratori



ZAC! E al titolo si taglia il 23%

09/04/2015: L’esperto indipendente ingaggiato dal Cda della Banca Popolare di Vicenza ha dato il suo verdetto: il titolo (non quotato sui mercati) dell’istituto vicentino adesso non vale più € 62,50, come lo stesso esperto aveva ripetutamente stabilito fino all’anno scorso. No, adesso vale € 48. Così, da un giorno all’altro, gli azionisti della Banca Popolare di Vicenza hanno perso un miliardo e 213 milioni. Per la gioia di tutti azionisti e in particolare degli obbligazionisti che l’autunno scorso hanno subito una conversione in azioni che chiaramente valevano meno del dichiarato. Non basta: analisti da me consultati, ritengono che, se calcolata sulla base della patrimonializzazione netta la valutazione di € 48 è ancora troppo alta. Rimangono infatti irrisolte criticità quali quella della mancata svalutazione di Cattolica assicurazione (lì si parla di oltre 200 milioni di deficit) e quella delle imposte differite.Gianni Zonin invita tutti a prendersela con la Bce. Come se a fare il presidente della popolare vicentina per gli ultimi due decenni ci fosse stato Mario Draghi. Mi domando cosa ne pensa la Consob, tenuto conto che la BPVi è emittente diffuso di titoli tra i risparmiatori.

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BPVi comunica e non comunica

10/03/2015: “Superati i requisiti patrimoniali richiesti dalla Banca Centrale Europea. Il Consiglio di Amministrazione approva i risultati definitivi al 31 dicembre 2014”. È euforico il tono del comunicato del 3 marzo scorso con cui la Banca Popolare di Vicenza annuncia gli ultimi sviluppi su due fronti estremamente delicati, quello del conto economico e quello del rispetto dei requisiti introdotti dalla Banca Centrale Europea. Peccato che quel comunicato sia fuorviante su entrambi i fronti.

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Il passato che ritorna

25/02/2015: Clienti spinti a comprare titoli della banca per ottenere fidi, titoli la cui quotazione è esageratamente stabilita a tavolino, elargizione di crediti con procedure irregolari e mancanza di sorveglianza da parte del management e degli organi di controllo. Sono queste le irregolarità che gli ispettori Banca d'Italia, gli inquirenti della Procura di Roma e la Guardia di Finanza di Venezia sospettano Veneto Banca abbia commesso. Ma le stesse quattro suddette criticità di Veneto Banca sono state sollevate anche su Banca Popolare di Vicenza.

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Le soglie Bce «ad institutum» minano l’economia reale

22/01/2015: «Gentili signori, la Bce intende adottare una decisione che stabilisca i requisiti prudenziali». Inizia così la nota di accompagnamento alla “bozza di lettera” - o draft letter – con la quale il 18 dicembre scorso il Consiglio di vigilanza della Bce ha comunicato alle banche vigilate le proprie intenzioni in materia di coefficienti patrimoniali minimi.

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La Bce aumenta il «common equity ratio» - Ecco le richieste inviate con una lettera ai si

09/01/2015: Mentre si aspettano con ansia le mosse espansionistiche di Mario Draghi, in Italia è arrivata una nuova doccia fredda per gli istituti bancari sottoposti alla vigilanza europea che potrebbe, nell’immediato, avere effetti opposti.

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Quei titoli che non si riescono a vendere

04/11/2014: La Banca Popolare di Vicenza è la prima banca non quotata italiana. Questo significa che il valore del suo titolo – 62,50 euro – non lo stabilisce il mercato bensì la banca stessa (vedi il mio pezzo sui il Sole 24 Ore cliccando il link in alto a destra). E ormai da tempo a Vicenza gira la voce che quel titolo auto-valutato sia molto difficile se non pressoché’ impossibili da rivendere.

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Banca d'Italia e Consob guardano alla BPVi

04-11-2014: Banca d’Italia e Consob hanno entrambe un fascicolo aperto sull’aumento di capitale completato quest’anno dalla Popolare di Vicenza e che la Banca Centrale Europea ha valutato non sufficiente a raggiungere la soglia di capitale utile prevista in condizioni di stress.

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Ma agli investitori erano stati esplicitati i rischi?

29/10/2014: La misura con cui la Banca Popolare di Vicenza ha risolto il problema del mancato superamento del Comprehensive Test della BCE, seppur a tempo scaduto, ha trasformato un’obbligazione con un ottimo e attraente rendimento – il 5% - in azioni il cui valore non solo è assolutamente autorefenziale ma ritenuto irrealistico da esperti da me consultati (non a caso quei titoli non si riescono a vendere, ma su questo punto tornerò in futuro).

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La BPVi e i santi in paradiso

27/10/2014: La Banca popolare di Vicenza è tra gli istituti di credito italiano che non hanno superato il Comprehensive Assessment della Banca centrale europea. Ma la Banca d'Italia ha annunciato che la banca vicentina si è riuscita a salvare dalla bocciatura grazie a una misura sul capitale presa dopo il termine del 30 settembre scorso previsto dalla Bce per il suo esercizio contabile.

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