Un uomo dai due volti. Quello puro, del sogno bucolico "a vocazione biologica" nel Chiantishire. E quello impuro, dei rifiuti speciali smaltiti illecitamente. E delle centinaia di migliaia di euro di supposte tangenti.
Secondo la Procura di Milano, Luigi Pelaggi, cinquantanovenne avvocato ex capo della segreteria tecnica del ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, era un novello Giano bifronte.

«Una località magica». Così Pelaggi descrive Poggio Cennina, l'azienda agricola che possiede nel Chianti aretino assieme a Paolo Rossi, il Pablito dei Mondiali del 1982.
È lì che Pelaggi ci informa di aver «finalmente realizzato il grande sogno di costruirmi una vita a contatto con la natura». Con tanto di produzione di vino e di olio extravergine e «85 ettari di boschi, alberi da frutto e piante coltivate e aiutate a crescere in modo sano, nel rispetto dei loro naturali equilibri».
Decisamente molto meno sane erano invece le 142.500 tonnellate di rifiuti speciali - per lo più fuliggine e nerofumo - che, secondo l'accusa, Pelaggi avrebbe contribuito a far smaltire illegalmente durante l'intervento di bonifica della cosiddetta «area ex Sisas» nel milanese.