Sette miliardi in due giorni. Queste le perdite subite in borsa delle banche italiane prima del rimbalzo di oggi, giovedì 21 gennaio. “Certamente abbiamo un mercato molto volatile”, ha commentato Giuseppe Vegas il presidente della Consob, dopo aver definito il crollo “poco spiegabile”.

A chi gli domandava se a scatenare tutto potesse essere stata la Bce con la sua richiesta di informazioni sui crediti deteriorati (non-performing loans, in inglese), Vegas ha replicato dicendo che “quella della Bce è una delle solite rassegne che periodicamente si fanno”. Vero, verissimo.

Come ha poi avuto modo di confermare la stessa Banca Centrale Europea, si trattava di una semplice richiesta di informazione per valutare la gestione di una criticità che Francoforte vuole tenere sotto controllo. Insomma un fatto di normale routine.

Ma allora cosa ha scatenato il tracollo? L’ho chiesto a un banchiere tanto competente quanto smaliziato. E la sua risposta è stata paradossale: è stato il comunicato emesso a mercati chiusi nella sera di lunedì 18 con cui le banche quotate italiane hanno informato gli investitori dell’iniziativa della Bce.

In un clima di grande incertezza e altissima volatilità, quel comunicato ha infatti scatenato il panico. Tutti sanno che i comunicati emessi a mercato chiuso sono i più delicati, quelli riguardanti eventi o dati in grado di turbare gli investitori.

Insomma, misure rare alle quali si ricorre per segnalare fatti assolutamente fuori della routine. In questo caso poi, il comunicato non è stato emesso da una sola banca, o da poche, bensì da tutti gli istituti quotati e non solo i sei che avevano ricevuto una richiesta di informazioni dalla Bce.

Ecco il testo del comunicato di Banca Intesa: “Intesa San Paolo comunica le seguenti informazioni, in relazione alle recenti notizie di stampa concernenti l’interessamento da parte della BCE in merito agli alti livelli di non performing loans detenuti dagli istituti di credito europei e, in particolare, dalle banche italiane: Intesa Sanpaolo non ha ricevuto, sino ad ora, alcuna comunicazione specifica da parte della Bce in proposito”. In altre parole Intesa ha segnalato agli investitori di NON essere oggetto di un’attività di vigilanza.

Nella sua assurdità il comunicato è stato interpretato dai mercati come il segnale di un pericolo imminente anche per le banche che non erano state contattate dalla BCE. E i loro titoli sono crollati.

Ma chi ha voluto quel comunicato? La Consob di Giuseppe Vegas, che nel pomeriggio di lunedì 18 ha richiesto a tutte le banche di aspettare la chiusura del mercato e poi emettere quella comunicazione. Nonostante, come ha detto lo stesso Vegas, si trattasse di “una delle solite rassegne che periodicamente si fanno”.

Il primo a segnalare la contraddizione è stato Mario Seminerio, che sul suo blog Phastidio ha scritto: “Perché Consob ha ritenuto di dover pubblicamente richiedere alle banche quotate quella informazione? Voleva mostrarsi ‘sul pezzo’ nei confronti di opinione pubblica, politica e istituzioni?”

Difficile trovare spiegazioni migliori.